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Giornata mondiale contro il traffico di esseri umani

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30 luglio 2019

Sono oltre 21 milioni le persone vittime di tratta a scopo di sfruttamento sessuale, lavoro forzato, espianto di organi, adozione illegale, accattonaggio, matrimonio forzato, servitù domestica.
Questo “business” criminale e violento vale, secondo l’OIL (Organizzazione internazionale del lavoro) e l’Ufficio delle Nazioni Unite contro la droga e il crimine (Unodc), 34 miliardi di dollari all’anno, il terzo giro d’affari più redditizio dopo il traffico di armi e la vendita della droga. L’Italia non è certo esclusa da questo turpe fenomeno: la tratta ha spesso il volto di giovanissime nigeriane, costrette a prostituirsi, vittime di violenze inaudite che si consumano nelle loro esistenze private di ogni opportunità. Ma anche di bambine e bambini, costretti a mendicare, a prostituirsi, a lavorare illegalmente, persone sole e poverissime. Gli ultimi degli ultimi.
Dati sconcertanti che ci interrogano e ci sorprendono ma che ogni giorno nell’indifferenza che ci circonda dimentichiamo. Quanto impossibile sembra che la riduzione in schiavitù delle persone, di donne, bambini, uomini, colpevoli solo di essere nati in un paese “sbagliato”, o senza opportunità e mezzi di sussistenza, possa ancora esistere! Lo schiavismo lo credevamo sconfitto per sempre, consegnato a un passato di cui i popoli si sono vergognati, contro cui si sono combattute guerre e scritti trattati e accordi, prodotti libri e film. Invece riaffiora e non cessa.
Per questo è importante che l’ONU abbia deciso di dedicare una Giornata mondiale contro il traffico di esseri umani a ricordarci che la lotta deve essere senza frontiere e deve interessare tutti. 
Non c’è spazio per l’indifferenza.
Contro la schiavitù degli esseri umani è necessario combattere con ogni mezzo cominciando con il sensibilizzare la società: bisogna imparare a riconoscere il fenomeno con i suoi segnali. 
Occorre promuovere la pace, i diritti, la civiltà. Per tutte e per tutti. 
Perché se non si comprenderà che ingiustizie così enormi e fenomeni così inumani come la riduzione in schiavitù delle persone sono intollerabili, non riusciremo a costruire un mondo pacificato in cui vivere e far crescere chi verrà dopo di noi.