Menu istituzionale
Menu principale
Contenuto della pagina

Dicono di noi 2019

condividi su FaceBook invia con Twitter

scarica il file .pdf Dicono di noi il 11 ottobre 2019
Quel che resta di Bibbiano. Il presidente Gazzi su Avvenire
(fonte: Avvenire )
Una delle tante conseguenze del “caso” o “sistema” Bibbiano come hanno voluto chiamarlo alcuni politici e media animati soltanto da interessi o dall’intento di strumentalizzare, è il crollo degli affidi.

In un articolo di Avvenire le considerazioni del presidente Gianmario Gazzi

Leggi l'articolo

Dicono di noi il 18 settembre 2019
Effetto Bibbiano: l’assistente sociale, il mestiere più rischioso
(fonte: La Difesa del Popolo)
ROMA - I 90% degli assistenti sociali italiani è vittima di aggressioni verbali o fisiche. Un mestiere a rischio che ha risentito dell'effetto Bibbiano, come conferma Gianmarco Gazzi, presidente dell'Ordine degli assistenti sociali: "Sul nostro sito abbiamo un sistema di rilevazione delle minacce: nel periodo estivo, che di solito registra un calo di casi, quest'anno abbiamo registrato una segnalazione al giorno".






scarica il file .jpg Dicono di noi il 18 settembre 2019
Effetto Bibbiano: l'assistente sociale, il mestiere più rischioso
(fonte: Redattore sociale)
Roma, 17 set. - I 90% degli assistenti sociali italiani e' vittima di aggressioni verbali o fisiche. Un mestiere a rischio che ha risentito dell'effetto Bibbiano, come conferma Gianmarco Gazzi, presidente dell'Ordine degli assistenti sociali.







scarica il file .pdf Dicono di noi il 18 settembre 2019
Gli assistenti sociali? Il 90% di loro è vittima di aggressioni al lavoro
(fonte: GAZZETTA DI REGGIO)

Roma, 17 set. - Il 90% degli assistenti sociali italiani e' vittima di aggressioni verbali o fisiche. Un mestiere a rischio che ha risentito dell'effetto Bibbiano, come conferma Gianmarco Gazzi, presidente dell'Ordine degli assistenti sociali: "Sul nostro sito abbiamo un sistema di rilevazione delle minacce: nel periodo estivo, che di solito registra un calo di casi, quest'anno abbiamo registrato una segnalazione al giorno".






Dicono di noi il 18 settembre 2019
Sanità: effetto Bibbiano, assistente sociale mestiere più rischioso/video ricerca su 20 mila operatori, 9 su 10 subiscono minacce o violenze
(fonte: Agenzia Dire)
(DIRE) Roma, 17 set. - Il 90% degli assistenti sociali italiani e' vittima di aggressioni verbali o fisiche. Un mestiere a rischio che ha risentito dell'effetto Bibbiano, come conferma Gianmarco Gazzi, presidente dell'Ordine degli assistenti sociali: "Sul nostro sito abbiamo un sistema di rilevazione delle minacce: nel periodo estivo, che di solito registra un calo di casi, quest'anno abbiamo registrato una segnalazione al giorno".

Un fenomeno che era gia' preoccupante che emerge da uno studio presentato oggi alla Camera. "Dalla ricerca- spiega Gazzi- emerge che 9 assistenti sociali su 10 nella loro carriera professionale siano stati aggrediti o minacciati. E' importante prevenire il fenomeno". Due le direttrici su cui muoversi. "Da un lato bisogna aumentare la sicurezza degli operatori e dall'altro garantire i diritti e i servizi ai cittadini, la cui frustrazione nasce dalla differenza tra le aspettative o da quanto promesso e i servizi effettivamente erogati".

La proposta dell'Ordine e' quella di "dotare di sufficienti risorse di personale e servizi a favore della popolazione".

Altro elemento che emerge da 'La violenza contro gli assistenti sociali in Italia' e' che trattandosi di una professione molto femminile, la maggioranza delle vittime e' fatta di donne. Molti sono stati aggrediti nei luoghi di lavoro, con oggetti presenti negli uffici o con armi portate da casa.

Un assistente sociale su tre ha paura quando va in ufficio e teme per la propria incolumita' o quella dei propri figli. All'incontro hanno partecipato la deputata del Pd Debora Serracchiani, la sottosegretaria alla Salute, Sandra Zampa,la parlamentare Elena Carnevali, presentatrice della proposta di legge per la sicurezza delle professioni sanitarie, Luca De Compadri del Consiglio nazionale del lavoro, Bernardo Enzo Pio della Cgil. La ricerca su un campione di 20.112 assistenti sociali, raccolta in un volume, coordinato da Alessandro Sicora assistente sociale specialista e professore associato presso l'Universita' di Trento e Barbara Rosina assistente sociale specialista e presidente del Croas Piemonte, nasce dall'attivita' svolta dai consigli regionali dell'ordine di Emilia Romagna, Friuli Venezia Giulia, Liguria, Lombardia, Piemonte, Sardegna, Trentino Alto Adige, Valle d'Aosta e Veneto che ha raccolto l'adesione di Campania, Lazio, Puglia, Sicilia, Toscana e Umbria. (Tar/ Dire) 14:06 17-09-19


Dicono di noi il 18 settembre 2019
Assistenti sociali, 3 su 20 hanno subito aggressioni fisiche Gazzi, segnalazioni su sito anche ad agosto per effetto Bibbiano
(fonte: Agenzia Ansa)
(ANSA) - ROMA, 17 SET - Il 90% degli assistenti sociali italiani e' stato vittima di aggressioni verbali. Sono stati maledetti o minacciati di comportamenti ritorsivi. E 3 su 20 hanno subito una forma di aggressione fisica. Uno su dieci ha subito danni a beni o proprieta', piu' di un terzo teme per se' o per la propria famiglia. Le vittime sono per lo piu' donne, che rappresentano la gran parte delle operatrici.

Lo hanno ricordato Silvana Mordeglia presidente della Fondazione degli Assistenti Sociali (Fnas) e Gianmario Gazzi, presidente del Consiglio dell'ordine degli Assistenti Sociali (Cnoas) durante un convegno alla Camera dei Deputati presentando il volume: "La violenza contro gli assistenti sociali in Italia" che riporta i risultati di una ricerca, con dati riferiti al 2017, realizzata su oltre 20 mila assistenti sociali. "Questo volume - ha spiegato la presidente della Fondazione Nazionale Assistenti Sociali Silvana Mordeglia - e' la sintesi di una ricerca, la seconda a livello mondiale sull'argomento, sulla rilevazione del fenomeno della violenza nei confronti degli assistenti sociali in Italia. Una ricerca che coinvolto piu' di 20 mila colleghi e quindi piu' della meta' dei professioni che esercitano la professione nel nostro paese. Il quadro che emerge e' davvero preoccupante.

Il motivo per cui le persone si arrabbiano e' collegato molto spesso all'idea di poter accedere a servizi che erogano prestazioni economiche e invece non ci sono risorse per poterlo fare".

Per il presidente del Consiglio Nazionale dell'Ordine degli Assistenti Sociali Gianmario Gazzi, e' "importante prevenire il fenomeno, garantendo da un lato la sicurezza ma anche i diritti dei cittadini che se frustrati aumentano sicuramente il rischio di aggressioni.

La proposta migliore e' quella di dotare tutte le organizzazioni di sufficiente risorse sia di personale, sia di servizi a favore della popolazione". Secondo Gazzi, la violenza nasce per "la differenza tra le aspettative che hanno le persone e i servizi che effettivamente ci sono.

L'esempio piu' facile e' quello degli anziani. Come cittadino mi viene detto che c'e' l'integrazione sociosanitaria, l'assistenza domiciliare, i centri diurni poi vado al Comune e quel servizio li' non c'e' proprio o non e' all'altezza, perche' parliamo di pochissimi posti per numeri enormi di persone. Contro chi scarico questa frustrazione? Con chi mi trovo di fronte.

Altro esempio e' il reddito di cittadinanza. Se io racconto a tutte le persone che avranno 780 euro di reddito di cittadinanza sapendo che c'e' un parametro sui redditi che lo abbassa, chi e' che dira' al cittadino che non avra' 780 ma 200? Con chi si arrabbia la persona?

Con chi ha di fronte, quindi il problema spesso nasce dalle promesse che vengono fatte, anche in modo incauto per propaganda e quella che e' la realta' dei servizi. La battaglia degli assistenti sociali e' una battaglia che in realta' garantisce i diritti dei cittadini: perche' piu' diritti per i cittadini, piu' servizi adeguati, vuol dire meno aggressioni". Anche le segnalazioni sul sito dell'ordine, servizio attivo dallo scorso marzo, sono aumentate: c'e' una segnalazione al giorno di aggressioni o minacce. "Diciamo che il dato rimane costante dall'inizio della rilevazione - ha concluso Gazzi - tenuto conto che ad agosto molti servizi erano chiusi, per l'effetto Bibbiano, noi abbiamo mantenuto un numero costante anche ad agosto, quando di solito c'e' un calo".(ANSA). DE 17-SET-19 14:49


Dicono di noi il 29 agosto 2019
Cos’è davvero l’affido familiare
(fonte: Il Post)

Da settimane, a partire dall’inchiesta giudiziaria sul caso di Bibbiano, si leggono e si sentono molte inesattezze e illazioni sugli affidi e la tutela dei minori in Italia. Queste inesattezze sono facilmente individuabili, se si cerca di capire come funziona realmente la cosa di cui si parla. 

Vai all'articolo






scarica il file .pdf Dicono di noi il 29 luglio 2019
La lettera della collega Francesca a "Il Fatto Quotidiano"
(fonte: Il Fatto Quotidiano)
Oggi nella rubrica di Selvaggia Lucarelli su Il Fatto Quotidiano la lettera di una collega che racconta ciò che giornalmente un assistente sociale prova confrontandosi con la realtà della sua professione.

Grazie alla collega Francesca!


Dicono di noi il 03 luglio 2019
Partendo dal caso Bibbiano, il sistema degli affidi, le accise di molestie e le possibili conseguenze sui bambini
(fonte: radio 3 rai)

RADIO 3 RAI – TUTTA LA CITTA’ NE PARLA
IL PRESIDENTE GAZZI IN TRASMISSIONE






Dicono di noi il 03 luglio 2019
Gli assistenti sociali, gli affidi, Bibbiano
(fonte: Radio Capital)


RADIO CAPITAL
INTERVISTA AL PRESIDENTE GAZZI

Ascolta l'intervista







Dicono di noi il 30 giugno 2019
«Il welfare emiliano è ancora al top» Assistenti sociali, il presidente nazionale: «Valutiamo di costituirci parte civile»
(fonte: resto del carlino)

RESTO DEL CARLINO, 30 GIUGNO
INTERVISTA AL PRESIDENTE GAZZI

Leggi tutto






Dicono di noi il 29 giugno 2019
«BIBBIANO: IL DOVERE DI CHIEDERCI: COME E’ POSSIBILE»
(fonte: vita)


VITA
INTERVISTA DI SARA DE CARLI AL PRESIDENTE GAZZI

Vai all'articolo on line







Dicono di noi il 29 giugno 2019
Reggio Emilia, la vicenda dei bambini tolti ad alcune famiglie e dati in affido. L'opinione del presidente Gazzi.
(fonte: TG3)

TG3 29 GIUGNO 2019 ORE 19









Dicono di noi il 27 giugno 2019
AFFIDI ILLECITI: GAZZI, “Assistenti sociali? Se colpevoli, saremo parte civile” Prima la tutela dei minori, ma no a processi sommari
(fonte: adnkronos, ansa, ansa emilia, askanews, dire, dire sociale)
“Non si trasformi in polemica politica una vicenda raccapricciante che vede come vittime dei minori.
Come presidente dell’Ordine degli assistenti sociali rifiuto i processi sommari che già vedo celebrarsi verso le categorie che sarebbero coinvolte nei fatti della Val D'Enza, ma ripeto con grande forza che se si accerterà la colpevolezza di nostri professionisti saremo in prima fila, come sempre, per difendere le bambine e i bambini che non sono stati protetti.
Gli assistenti sociali sono dalla parte dei deboli, di chi ha bisogno. E quindi a maggior ragione se qualcuno ha abusato del proprio ruolo per fare del male, saremo i primi ad avviare azioni contro di loro”.

Così il presidente del Consiglio dell’Ordine degli assistenti sociali.


Dicono di noi il 27 giugno 2019
Affidamenti illeciti di minori, 16 arresti a Reggio Emilia
(fonte: il fatto quotidiano)

IL FATTO QUOTIDIANO






Dicono di noi il 26 giugno 2019
«No polemiche. Accogliere e aiutare chi sta sulla Sea Watch»
(fonte: dire e dire sociale)

"Oggi per noi non è e non può essere il giorno delle polemiche. Non stanno a noi le scelte politiche. Ciò che ci sentiamo di dire  è che le persone a bordo della Sea Watch, in attesa da giorni di comprendere quale sarà il proprio destino, vanno accolte e aiutate a riprendere al più presto la normalità della vita di cui sono state private". Ci dice il presidente dell'Ordine.


"Per noi le persone e la dignità delle persone vengono prima di tutto. Per questo riteniamo che sia tempo di affrontare un tema mondiale come la migrazione indicando soluzioni che non abdichino al senso di umanità e che, al tempo stesso, siano sostenibili da parte dei singoli Stati. Occorre che l'Europa, il continente del welfare comunitario e della pace, faccia la propria parte. Ma occorre che gli Stati membri lavorino seriamente per questo obiettivo rinunciando a fare della vita delle persone uno strumento della lotta politica. Le drammatiche immagini che ci arrivano oggi dall'America, di un padre che giace cadavere accanto al cadavere del figlio nel Rio Grande, confermano, se ce ne fosse bisogno, che il fenomeno migratorio è davvero globale.
Con questo sguardo bisogna dunque affrontarlo senza infierire sulle persone. Per quanto ci riguarda come assistenti sociali  oggi siamo pronti a fare fino in fondo la nostra parte lavorando per l'accoglienza delle donne e degli uomini della Sea Watch".







Dicono di noi il 22 giugno 2019
Siracusa modello di pace e dei diritti umani
(fonte: la sicilia)
Gli assistenti sociali di tutta Italia si sono incontrati a Palazzo Vermexio per parlare dei diritti per gli umani. Tra gli interventi iniziali quello duro del sindaco della città aretusea.

«Siracusa è e sarà sempre –dice il sindaco Francesco Italia –città per la pace e per i diritti umani. La nostra storia, le nostre radici non hanno nulla a che fare con le politiche attuate da questo governo nazionale».

A fare gli onori di casa la siracusana Maria Concetta Storaci, consigliere nazionale Ordine degli Assistenti Sociali, che ha ricordato alcune vicende riguardanti la città, come l'inchiesta SistemaSiracusa eilcaso dellanave Sea Watch, in cui il territorio ha fatto prevalere gli ideali di giustizia e l’affermazione dei diritti umani.









Dicono di noi il 21 giugno 2019
Migranti: "Sbarcano in 100 a Lampedusa. Propaganda sulla Sea Watch"
(fonte: askanews, dire, dire sociale)
"Stanotte sono sbarcati a Lampedusa circa 100 migranti, tra i quali donne bambini partiti dalla Libia, ma provenienti dal Bangladesh, dal Senegal, dalla Nigeria.... Tutto ciò mentre per propaganda se ne lasciano 43 sulla Sea Watch. Se accettiamo il gioco del massimo ribasso, ignoriamo la nostra Costituzione e non possiamo guardare i nostri figli negli occhi. Le parole, i tweet, i post non possono arginare il mare". Lo ha detto Gianmario Gazzi, presidente dell'Ordine degli Assistenti sociali chiudendo a Siracusa il convegno "Diritti per gli umani".





Dicono di noi il 21 giugno 2019
A Siracusa città dei diritti
(fonte: la sicilia)
Una giornata importante, di riflessione e confronto a Siracusa che, come ci ha ricordato la nostra consigliera Maria Concetta Storaci ha visto nascere uno dei “primi centri per il rifugiati d' Italia”, nella comunità che il suo sindaco, Francesco Italia, ha definito “città della pace e dei diritti umani” invitando tutti a non abituarci a quello che stiamo vivendo e che è “uno dei periodi più bui della nostra storia”. Noi, assistenti sociali sociali, “pionieri dell'accoglienza”, come ha sottolineato Silvana Mordeglia, presidente della Fondazione abbiamo discusso di “Diritti per gli umani”, dando così il nostro contributo di esperienza e confronto in occasione della Giornata Mondiale del Rifugiato che, come abbiamo già sottolineato, abbiamo voluto celebrare in questa Sicilia terra di frontiera dell'Italia e dell'Europa.
Ci hanno dato il benvenuto nel Salone Borsellino di palazzo Vermexio, il presidente del Croas Sicilia Giuseppe Graceffa, Carmela Floreno Commissario straordinario del Libero Consorzio Comunale di Siracusa e l'assessore alle Pari Opportunità sociali Alessandra Furnari.
Siamo partiti dalle parole del libro di Giovanni Dozzini “E Baboucar guidava la fila” , lette per noi dall'autore e con la giuda di Nello Scavo, giornalista di Avvenire, esperto di diritti e migranti, e di Sandra Zampa, promotrice della legge 47 sui minori stranieri non accompagnati, abbiamo aperto la tavola rotonda che ha detto parole di verità sui flussi migratori, dagli sbarchi all'accoglienza con uno sguardo speciale al tema dei diritti.
Carlo Colloca professore del Dipartimento Scienze e politiche sociali dell’Università di Catania ci ha elencato i “numeri che non fanno paura” contro quelli che siamo abituati a sentire del “salvinismo statistico”: 53 milioni di italiani, 6 milioni di nuovi italiani che non sono qui per ottenere un diritto di asilo, ma per “motivi di lavoro o famiglia. E non sono in maggioranza uomini e africani, ma donne ed europei, che non sono in maggioranza islamici, ma cristiani, che non vivono sulle nostre spalle, ma pagano il 5,2% dei contribui Inps...Mario Morcone, direttore del Direttore del Consiglio Italiano per i Rifugiati, CIR, ha invitato a “costruire una strada per il futuro di questo Paese che non può essere quella proposta dalla politica dei giorni nostri, né quella di un'accoglienza indiscriminata e senza regole”. Fondamentali i contributi di Rocio Muniz Soler dell’Agenzia Onu per i Rifugiati, UNHCR e di Carlotta Santarossa, project manager dell’Organizzazione Internazionale per le Migrazioni , OIM.
Abbiamo chiuso la mattinata con le parole del presidente Gazzi che è partito dall'attualità. Perché, anche la nottata di oggi, la Sicilia è stata terra di sbarchi:”Stanotte sono arrivati a Lampedusa circa 100 migranti, tra i quali donne bambini partiti dalla Libia, ma provenienti dal Bangladesh, dal Senegal, dalla Nigeria.... Tutto ciò mentre, per propaganda, se ne lasciano 43 sulla Sea Watch. Se accettiamo il gioco del massimo ribasso, ignoriamo la nostra Costituzione e non possiamo guardare i nostri figli negli occhi. Le parole, i tweet, i post non possono arginare il mare".
Siamo qui anche oggi pomeriggio e domani, con la riunione del Consiglio e la Conferenza dei presidenti.


Dicono di noi il 19 giugno 2019
Minori. Gazzi: violati diritti, poca prevenzione e ritardi istituzioni
(fonte: dire, dire sociale)
"Il severo appello che la Garante nazionale per l'Infanzia e l'Adolescenza, Filomena Albano, ha rivolto oggi a tutte le istituzioni, invitandole a prendere sul serio i diritti delle bambine, dei bambini e degli adolescenti che vivono in Italia, non puo' che essere pienamente condiviso. È davvero tempo che ciascuno faccia la propria parte e si assuma le proprie responsabilita' nei confronti delle persone di minore eta'". Lo dichiara il presidente dell'Ordine degli assistenti sociali (CNOAS), Gianmario Gazzi, in occasione della presentazione al Parlamento, della relazione annuale sull'attivita' dell' Autorita' Garante per l'Infanzia e l'Adolescenza. "Troppi diritti restano lettera morta, troppi diritti, vengono violati per la  incapacita' di attuare reali politiche di prevenzione o per la inadeguatezza delle istituzioni a dare corso a leggi e norme per la loro attuazione- continua- . Colpisce che da parte del governo non siano ancora stati emanati decreti attuativi della legge 47 sui minori stranieri non accompagnati o che il numero dei minori in condizioni di poverta' assoluta o relativa resti sempre troppo alto". "Gli assistenti sociali toccano con mano le condizioni di disagio, le discriminazioni e chiedono di essere messi, ancora di piu' e ancora meglio di quanto non sia stato fino ad oggi, nelle condizioni di operare al fianco delle famiglie, delle bambine, dei bambini e degli adolescenti, con piu' efficacia e piu' tempestivamente- conclude- E alla Garante che invita tutti ad assumersi la propria responsabilita' rispondiamo: noi siamo pronti". 




scarica il file .pdf Dicono di noi il 30 aprile 2019
Le reti di solidarietà e la lezione di Manduria
(fonte: Avvenire)
Su L' Avvenire interveniamo nel dibattito sulla guerra scatenata alle reti di solidarietà. La  lezione della tragedia di  #Manduria


Le reti di solidarietà e la lezione di Manduria
di Gianmario Gazzi *

Caro direttore,
le scrivo dopo aver letto domenica 28 aprile il  suo editoriale e l’intervista al professore Zamagni.
Le scrivo come presidente di un ordine professionale che occupandosi di   “poveri, bambini soli, disabili, carcerati, stranieri…” è anch’esso nel mirino: come la Caritas, le case famiglia, le Ong, le cooperative sociali…

Lei parla di “guerra alla solidarietà” e lancia l’allarme. E noi come assistenti sociali, ci uniamo a lei, al suo giornale e a quanti vorranno stare con noi perché se c’è chi ogni giorno addita il nemico, c’è anche una responsabilità collettiva di tanti, troppi, che non vedono o fanno finta di non vedere.
Come è successo a Manduria, per anni, per poi arrivare a scaricare la colpa viva sui ragazzi, i genitori, i servizi…

Ho pensato in questi giorni che fosse opportuno riflettere sul perché una persona affetta da malattia psichica fosse stata lasciata sola. Una prima risposta è che in questo benedetto Paese la “legge Basaglia” è rimasta sulla carta con servizi territoriali per la salute mentale dimenticati e sottodimensionati. Lo sanno bene le famiglie che da anni richiamano l'attenzione sullo stato di abbandono, fuori dai reparti per acuti, sia dei malati che dei loro cari.Non solo questo.

La storia di Manduria richiama, nelle parole dei protagonisti, all’ignoranza. L’ignoranza di chi continua a parlare di chi soffre come del "pazzo”, una persona esclusa, incompresa, ma soprattutto un po’ meno persona degli altri. Un soggetto che non abbiamo saputo difendere da ragazzi che evidentemente non hanno avuto altro da fare che bullizzare una persona fragile e sola. Uno dei genitori, in una dichiarazione afferma: “qui ci sono solo bar”.

La domanda è assolutamente spontanea, gli adulti hanno mai provato a costruire qualcosa di diverso da un bar per i loro figli? Le istituzioni sono state capaci di costruire alternative con la propria comunità? O sono esse stesse, come sembra, le promotrici dello “stato asociale”?

Ecco magari un apprendimento importante per tutti è il valore della comunità e del volontariato. È più importante lavorare insieme per costruire qualcosa di collettivo e importante in un territorio che emerge deprivato e fragile socialmente.

Manduria dovrebbe nuovamente dirci che per le persone, siano esse adulti fragili o ragazzi, serve una comunità capace di intercettare i problemi con servizi sociali adeguati, reti di comunità sensibili, volontariato sostenuto e non denigrato. Servono anche professionisti e decisori capaci di accompagnare e soprattutto prevenire.

Mi auguro, con lei che questa “solidarietà umiliata e azzannata” non possa davvero essere “smontata del tutto”.  E… che il bene vinca.


*Presidente dell’Ordine nazionale degli assistenti sociali


Dicono di noi il 17 aprile 2019
Il presidente Gazzi su ilfattoquotidiano.it risponde a un articolo che conteneva le solite generalizzazioni sul ruolo degli assistenti sociali questa volta associato al business delle case-famiglia. Non lo tollereremo mai più
(fonte: ilfattoquotidiano.it)
Il presidente Gazzi  su ilfattoquotidiano.it risponde a un articolo che conteneva le solite generalizzazioni
sul ruolo degli assistenti sociali questa volta associato al business delle case-famiglia.
Non lo tollereremo mai più.

scarica il file .pdf Dicono di noi il 04 aprile 2019
Case famiglia: "Banalizzato l'intero sistema". Su L'Avvenire il presidente Gianmario Gazzi spiega la dura reazione alle parole del ministro Salvini contro gli assistenti sociali
(fonte: Avvenire)
Su L'Avvenire il presidente Gianmario Gazzi spiega la dura reazione alle parole del ministro Salvini contro gli assistenti sociali.



scarica il file .pdf Dicono di noi il 14 febbraio 2019
Il reddito e noi che sfidiamo il disagio sociale
(fonte: La Repubblica)
Su La Repubblica le nostre preoccupazioni e le nostre richieste sul Reddito di Cittadinanza. Navigator, coordinamento, organici e sicurezza. "Prima che sia tardi".




scarica il file .pdf Dicono di noi il 14 febbraio 2019
GIORNATA MONDIALE DEL SERVIZIO SOCIALE
(fonte: Avvenire)
"Promuovere l’importanza delle relazioni umane”. A questo tema è dedicato l’annuale Giornata mondiale del servizio sociale che da oggi e nei prossimi giorni celebriamo ovunque. Nessuno ne conosce tanto bene il valore quanto gli assistenti sociali a contatto ogni giorno con persone in carne ed ossa e alle prese con la necessità di rammendare gli strappi e le lacerazioni della società. Nessuno stato di difficoltà per una persona è tanto grande quanto quello che si accompagna all’assenza di relazioni umane e all’isolamento sociale.



scarica il file .pdf Dicono di noi il 21 gennaio 2019
"Nel labirinto del reddito", su L'Espresso le considerazioni del presidente Gazzi sul Reddito di cittadinanza
(fonte: L'Espresso)
“Per garantire un servizio adeguato, servirebbe un assistente sociale ogni 3000 italiani e invece, in alcune zone del Paese, quelle più problematiche, si arriva anche a uno ogni 15mila”.

Il presidente Gianmario Gazzi ne parla con Gloria Riva che in un articolo su L’Espresso analizza i problemi dell’avvio di una delle misure chiave contro la povertà appena varato dal governo.



scarica il file .pdf Dicono di noi il 13 gennaio 2019
Reddito di cittadinanza: intervista del Presidente Gazzi a L'Avvenire
(fonte: Avvenire)
"Servono norme scritte chiaramente, risorse adeguate e infrastrutture umane sufficienti perché quella che è un’opportunità non diventi un’illusione e non si trasformi in rabbia e minaccia d’insicurezza per i nostri professionisti".