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INFANZIA: GAZZI. “Violati i diritti dei minori. Poca prevenzione e ritardi delle istituzioni”

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Comunicato stampa del 19 giugno 2019

“Il severo appello che la Garante nazionale dell’infanzia, Filomena Albano, ha rivolto oggi a tutte le istituzioni, invitandole a prendere sul serio i diritti delle bambine, dei bambini e degli adolescenti che vivono in Italia, non può che essere pienamente condiviso. È davvero tempo che ciascuno faccia la propria parte e si assuma le proprie responsabilità nei confronti delle persone di minore età, una realtà straordinariamente ricca di potenzialità di crescita individuale e collettiva. Nessun investimento quanto quello a favore dell’infanzia e dell’adolescenza può dare frutti tanto importanti per il futuro e per il Paese nel quale diventeranno adulti”.

Lo dichiara il presidente dell’Ordine degli assistenti sociali (CNOAS), Gianmario Gazzi, in occasione della presentazione al Parlamento, della relazione annuale sull’attività dell’autorità.

“Troppi diritti restano lettera morta, troppi diritti, a  partire da quello sulla inviolabilità del proprio corpo e sul rispetto della persona nel suo complesso, vengono violati per la  incapacità di attuare reali politiche di prevenzione o per la inadeguatezza delle istituzioni a dare corso a leggi e norme per la loro attuazione. Colpisce che da parte del governo non siano ancora stati emanati decreti attuativi della legge 47 sui minori stranieri non accompagnati o che il numero dei minori in condizioni di povertà assoluta o relativa resti sempre troppo alto. Ha fatto bene dunque la Garante a ricordare che poco meno di un minorenne su otto vive in povertà e che le prestazioni dei servizi, a partire dal nido, restino disomogenee nel paese tanto da rappresentare vere e proprie discriminazioni nelle condizioni della crescita delle persone di minore età private di fatto di diritti altrove riconosciuti e esigibili. Gli assistenti sociali cui mi onoro di dare voce anche oggi, come presidente dell’ordine, toccano con mano le condizioni di disagio, le discriminazioni e chiedono di essere messi, ancora di più e ancora meglio di quanto non sia stato fino ad oggi, nelle condizioni di operare al fianco delle famiglie, delle bambine, dei bambini e degli adolescenti, con più efficacia e più tempestivamente. Il tempo non è una variabile come altre nella delicata partita del raggiungimento dell’età adulta e della maturità. E alla Garante che invita tutti ad assumersi la propria “responsabilità” rispondiamo che siamo pronti. Ci siamo sempre stati e vogliamo esserci”.


Roma, 19 giugno 2019